Come io vivo con la fase 4 il cancro alla prostata

Buonasera Dottore - Tumore alla prostata: Una nuova cura

Immersione a caldo nella prostata

Questo dato è interessante perchè si lega al fatto che in Danimarca il test del PSA Antigene prostatico, è un test non altamente specifico ma usato nello screening del tumore prostatico è diffuso molto poco. La bassa sopravvivenza dei malati, quindi non è legata al tumore ma al fatto che i casi osservati arrivavano a sviluppo ormai totale della malattia e quindi la casistica in questi casi è condizionata e poco attendibile.

La mortalità per cancro alla prostata in Danimarca infatti è simile a quella degli altri paesi europei è la guarigione che appunto è molto bassa. E quindi la morale è la seguente: se il tumore è moderatamente maligno, te la cavi anche senza cure, se è decisamente maligno sei spacciato, e non c'è cura che tenga. Quindi le cure chemio, chirurgia, raditerapia e quant'altro non servono a nulla.

Scusa il tono come io vivo con la fase 4 il cancro alla prostata di questa affermazione, ma francamente non so come interpretare altrimenti la frase "La mortalità per cancro alla prostata in Danimarca infatti è simile a quella degli come io vivo con la fase 4 il cancro alla prostata paesi europei è la guarigione che appunto è molto bassa ". Spero vivamente di aver capito male e di essere smentito, anche perchè è un dato estremamente sconfortante e, inoltre, se vale per il tumore alla prostata non vedo come possa non valere per gli altri tumori, a partire dai piu diffusi, come mammella e polmone.

Un saluto a tutti. La frase vuol dire che i Danesi si ammalano e muoiono di tumore alla prostata come gli altri, ma guariscono meno, il termine simile indica che il dato danese di mortalità è in linea con quello degli altri stati mentre il tasso di guarigione è più basso. Il dato nascosto è legato ai falsi positivi. Persone sane che vengono trattate Se su diagnosi 50 sono falsi positivi geazie agli screening preventivi il tasso di sopravvivenza è alto.

Occorre guardare il dito di mortalità tenendo conto che se una persona muore di trattamenti questo viene escluso in quanto morto per altra causa. Simone, Veramente io l'affermazione che hai citato la intendo in tutt'altro modo. In Danimarca no perché, come in altri paesi, la prevenzione è pressocché inesistente. Rispetto a quando un cancro era morte certa, al giorno d'oggi sempre più gente guarisce.

E direi che è un'ottima cosa e che è innegabile che la medicina - alla faccia dei santoni - abbia fatto dei progressi notevoli!

Hallo WeWee, Great post, thnx very come io vivo con la fase 4 il cancro alla prostata I've added the link to Eurocare on our blog. La sopravvivenza maggiore dei malati di tumore prostatico in Francia, rispetto ad altri Paesi europei, si ha proprio grazie alle politiche di screening e di diagnosi precoce, è scritto bello chiaro, indipendentemente dal grado di aggressività del tumore. Questo è. Ed è anche facile immaginare che, come poi è di fatto nella realtà, più precoemente viene diagnosticato un cancro, e maggiori sono le aspettatve di sopravvivenza e addirittura di guarigione.

In altre parole sarebbe vero, almeno per quanto riguarda il tumore alla prostata, quello che dicono alcuni esperti. Ossia, che la prevenzione e lo screening non servono a nulla. Chi sono questi "esperti"? Perchè una persona che sostiene che la prevenzione non serve a nulla, più che ignorante è privo di logica elementare L'ho pure spiegato nell'articolo. La mortalità è uguale nei paesi che fanno screening ed in quelli che non lo fanno se hai un tumore alla prostata in stadio avanzato, muori in Francia come in Danimarcala guarigione è molto più alta nei paesi che effettuano screening se hai un tumore in fase iniziale in Francia sopravvivi, se ce l'hai in Danimarca probabilmente no.

Hai capito male infatti. Oltretutto aggiungo, è evidente che l'aumento vertiginoso della sopravvivenza da tumore mammario è iniziato proprio con lo sviluppo dei mezzi di screening. Conferma di successo non solo delle attuali pratiche mediche ma anche della cura della popolazione in generale.

E come al solito devo fare il bastian contrario. La logica dice esattamente quello che ha fatto notare Simone. Ed è semplice da verificare.

Poichè la mortalità è, come dice WeWee, praticamente la stessa, ci possono essere solo 2 possibilità. O in Danimarca si ammalano molti meno pazienti di cancro prostatico e quindi vista la inferiore percentuale di guarigione, il tasso di mortalità rimane simile a quello della altre nazioni; oppure si ammala la stessa percentuale di persone simile ma in Danimarca si scoprono meno malati per la peggiore capacità diagnostica preventiva, e poiche muoiono in percentuale maggiore, ci si ritrova lo stesso tasso di mortalità.

Quindi o i Danesi sono per qualche motivo protetti dal cancro alla prostata o effettivamente c'è solo l'altra possibilità, che poi è quello che diceva Simone E lo stesso dicasi per quest'altra considerazione diWeWee. Nell'articolo ho scritto ed è riportato pure sul sito dell'ISS che la statistica relativa alla Danimarca non è attendibile ma è condizionata dalla differenza dei programmi di screening, ma non è vero che se hai un tumore in fase iniziale e non fai nulla, "te la cavi" come dice simone77, per il semplice motivo che non puoi saperlo e non puoi conoscere nemmeno che strada prenderà quel tumore.

In certi stati con screening sviluppato le percentuali di guarigione sono elevate, in altri come la Danimarca sono molto basse. Questa differenza condiziona la statistica, certo e l'ho scritto E' statistica, è interessante, è utile, crea una panoramica fondamentale sullo stato delle cose Abbiamo numeri fondamentalmente positivi, molto incoraggianti, a tratti per me sorprendenti e cosa si va a notare?

Che non è vero che in Danimarca si guarisce meno dal tumore alla prostata? Se alla fine di questo studio è solo come io vivo con la fase 4 il cancro alla prostata l'argomento che salta agli occhi Ripubblico il messaggio di prima col grassetto anziché col corsivo o non si capisce niente: Kata, Se il tuo passatempo principale è fare il bastian contrario, per carità, lungi da me privartene.

In Danimarca i guariti sono inferiori alla Francia. In Danimarca il test del PSA è diffuso molto poco. Ovvero come io vivo con la fase 4 il cancro alla prostata poca prevenzione. Nel momento in cui il tumore te lo diagnosticano quando non c'è più niente da fare, che tu non possa farci più niente non dipende dal tumore in sé difficile da guarire come quello al pancreas, per intenderci ma dal fatto che ti accorgi troppo tardi di essere malato di tumore.

In altri termini: se il tumore alla prostata lo prendi per tempo le possiblità di guarire sono alte. Se il tumore alla prostata lo prendi quando è in fase avanzata le possibilità di guarire sono molto basse. Semplicemente guarisce meno gente perché più gente arriva in condizioni disperate.

Il tasso di mortalità è lo stesso a parità di condizioni. Muore più gente, in Danimarca, perché meno gente - a differenza della Francia, dove si investe di più sulla prevenzione - si presenta in condizioni tali da poter ancora guarire. Poi, ragazzi, se volete rigirare la frittata come vi pare fate pure. Ma questo è quello che c'è scritto nel frammento incriminato, né più né meno.

A me pare chiaro come il sole. A chi parte prevenuto, evidentemente, no. WeWee, non prenderla per un fatto personale, ma è assolutamente incoerente voler usare la statistica per mostrare che le cure per il cancro siano efficaci, e poi affermare che la statistica è interessante ma Federica Leggi il mio post precedente, cerca di capire cosa è la mortalità e cosa la percentuale di guarigione, poi se pensi ancora che sono in errore, ne riparliamo.

No kataclisma, a me sembra incoerente il tuo atteggiamento e quello di pochi altri : davanti ad uno studio enorme come questo che reputo interessante e sicuramente incoraggiante, che dimostra come c'è un'altissima percentuale di gente che nonostante il cancro sopravvive anche per 10 anni ed oltre!! Io definisco "interessante" la statistica perchè non ho la malafede di un guaritore che grida "vittoria" ad ogni minimo chiamiamolo minimo questo studio A quanto pare poi, non abbiamo ancora letto nulla, perchè i numeri dei pazienti "guariti" sembrano ancora più grandi.

E nonostante questo c'è come io vivo con la fase 4 il cancro alla prostata come te e come simone Non hai notato altro nello studio Eurocare che ti ha lasciato stupito?

Un eroe O siete menagrami o davvero siete prevenuti parlo di te o simone, che fate la stessa osservazione. Il concetto era quello di dimostrare come i guaritori dicessero bugie ed è stato dimostrato ed i tuoi commenti erano come io vivo con la fase 4 il cancro alla prostata percentuali basse di guarigione, nemmeno una parola sul "giochetto" di Simoncini e compari. Ora esce uno studio titanico sui successi della medicina e via a discutere sulla validità dello screening Non puoi procedere alla distruzione di un palazzo togliendo un mattone, i mattoni da togliere per far cadere un palazzo devono essere centinaia Che te ne pare: da questa statistica, la medicina sta combattendo bene contro il cancro o è "un fallimento"?

I medici ed i ricercatori, sono degli incapaci o stanno facendo un buon lavoro? Come vedi alla luce di queste statistiche, il guaritore che non porta un solo caso a "suo" favore? Rispondimi a tutto per favore, mi interessa davvero. PS: Ho trovato due studi su cavie che dimostrano un effetto "drammatico" sulle metastasi e sui tumori primitivi di estratti di peperoncino uno degli studi e di curcuma una pianta, nell'altro studio.

Questo per aggiungere altre due sostanze non brevettabili e "povere", studiate dalla lobby dei ricercatori collusi, oltre alle decine di altre ed al bicarbonato. E non mi fate arrabbiare che poi mi divento un Mazzucco. È talmente semplice che solo un complottista non ci arriva. Domanda per Wewee: Si parla di sopravvivenza dopo 1, 5 o 10 anni, ma quando viene fatto scattare il cronometro? Quando il tumore è diagnosticato? Quando si inizia la terapia?

O quando, si stima, la prima cellula è diventata cancerogena a questa possibilità credo poco? Come neofita vorrei chiedere un chiarimento sui concetti di guarigione e mortalità. Questo vuol dire che, al di là di mortalità e guarigione, ci sono altri stati in cui possono trovarsi, al termine di una terapia, i malati di tumore?

Appena ho un po' di tempo oggi vorrei dire la mia, magari verso fine mattinata Mi associo alla domanda di Anghelos. Ho l'impressione che ci sia sotto un equivoco dovuto al fatto che la definizione di "mortalita'" usata in campo medico sia probabilmente differente dal concetto intuitivo che abbiamo noi.

Altra cosa: quando WeWee parla di statistica falsata per la Danimarca, puo' voler dire che le morti per cancro alla prostata non vengono riconosciute e quindi contate tutte, neppure dopo essere avvenute? Cioe', non fanno le autopsie e quindi non riconoscono i morti per cancro alla prostata? Ad esempio, se la mortalita' non fosse presa in assoluto, ma per stadio tumorale? Guardate che sto assolutamente inventando. Quando avro' un po' di tempo, provero' a documentarmi. Provo a interpretare Kataclisma e altri.

Egli dice: Siccome la mortalità è la stessa in danimarca, c'è qualcosa che non va. Infatti se i guariti sono meno, allora dovrebbe essere maggiore la percentuale di come io vivo con la fase 4 il cancro alla prostata. In breve dovrebbe essere il pensiero con parole terra terra : correggimi Kata se sbaglio. Quelle persone ci sono sia dove si fà il PSA che dove non si fà.

La mortalità e la guarigione sono quindi abb.