Intervento chirurgico per rimuovere il cancro alla prostata robot

Prostatectomia radicale laparoscopica - Preparazione

Trattamento per il metodo nazionale della prostata

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Come sosteniamo la ricerca. Cosa finanziamo. Come diffondiamo l'informazione scientifica. Ultimo aggiornamento: 17 dicembre Da quando il medico stabilisce la necessità dell'intervento al momento di entrare in sala operatoria possono passare da pochi giorni ad alcune settimane.

Questa attesa, che non deve diventare fonte di ansia, permette di:. Più di frequente l'intervento richiede uno o più giorni di ricovero. Per i tumori intervento chirurgico per rimuovere il cancro alla prostata robot pelle che si possono asportare in anestesia locale, per esempio, in genere non occorre il ricovero, a meno che non siano necessari interventi estesi che comportino ampie suture.

La necessità di un'anestesia generale comporta invece di solito, anche se non sempre, almeno una notte in ospedale. Nel corso dell'incontro con l'anestesista che avviene prima dell'operazione si spiega al paziente il tipo di anestesia che si intende eseguire in base al tipo di tumore, alla sua sede e alle condizioni generali del paziente. In alcuni casi nella valutazione di vantaggi e svantaggi delle diverse possibilità è possibile tener conto anche delle preferenze individuali del paziente, dopo che è stato debitamente informato di rischi e benefici insiti in intervento chirurgico per rimuovere il cancro alla prostata robot tecnica.

Alcuni per esempio temono la totale perdita di coscienza legata all'anestesia generale; ad altri invece crea ansia l'ambiente della sala operatoria e preferiscono svegliarsi solo dopo che tutto è intervento chirurgico per rimuovere il cancro alla prostata robot.

Nel corso dell'incontro con il chirurgo che avviene prima dell'operazione il paziente verrà informato su:. In questa fase il medico ha il dovere di prospettare tutte le possibili evenienze, anche quelle meno comuni: se qualche elemento del discorso desta preoccupazione è bene chiedere al chirurgo chiarimenti sulla reale frequenza con cui determinate evenienze spiacevoli si possono verificare. Occorre chiarire che in sala operatoria i robot non si sostituiscono al chirurgo, non prendono decisioni come nei film di fantascienza.

Il loro software consente solo di ricreare una realtà virtuale in cui si possono amplificare le capacità di visione e di manipolazione del chirurgo in una maniera che sarebbe fisicamente impossibile senza l'ausilio della macchina.

Il campo operatorio infatti è ingrandito di dieci volte, con una visione tridimensionale di insieme per cui l'operatore si sente completamente immerso in quel che sta facendo. Infine il movimento è demoltiplicato, per cui a uno spostamento di un centimetro della mano dell'operatore corrisponde un solo millimetro sul campo operatorio: un grosso vantaggio in termini di precisione, che annulla anche l'effetto di qualunque minimo tremore.

Nel caso dell'asportazione della prostata, per esempio, i sostenitori della chirurgia robotica sostengono che queste apparecchiature consentono di adottare tecniche " nerve-sparing ", che cioè risparmiano l'innervazione locale, con risultati migliori rispetto all'approccio tradizionale, soprattutto in riferimento al rischio di impotenza sessuale e incontinenza urinaria, ma i risultati degli studi che hanno messo a confronto le due modalità di intervento non consentono ancora di sostenere questa affermazione con certezza.

In chirurgia oncologica i robot sono utilizzati anche per l'asportazione di alcuni tumori polmonari e del mediastino, del colon retto e della cervice uterinama l'opportunità di ricorrere a questa tecnica invece che a quella tradizionale andrà discussa col chirurgo caso per caso.

In genere si chiede al paziente:. Viene somministrata nel blocco operatorio, secondo le modalità decise prima dell'operazione. I tempi previsti per l'operazione non sono quindi quelli effettivi che separano il momento in cui il paziente è prelevato dal reparto a quando vi viene riportato: un ritardo rispetto alle attese, a cui possono contribuire anche fattori organizzativi interni, non deve quindi allarmare i familiari. Dopo l'intervento chirurgico è normale avvertire sonnolenza, debolezza, confusione, eventualmente accompagnati da un senso di nausea e di freddo.

L'entità del malessere dipende ovviamente dal tipo di operazione e di anestesia a cui si è stati sottoposti, oltre che dalle caratteristiche individuali. In genere ci si ritrova con una flebo al braccio, uno o più tubicini di drenaggio dalla ferita e un catetere per garantire la fuoriuscita delle urine.

Tutti questi dispositivi vengono rimossi appena possibile. Se non risultano sufficienti a controllare la sintomatologia non esitate a rivolgervi a medici e infermieri. Sarà il personale a invitare i pazienti ad alzarsi o a riprendere gradualmente a mangiare e bere in relazione alle diverse esigenze.

Altrettanto variabili possono essere i tempi per la dimissione dall'ospedale e il ritorno a casa. Ci vorrà comunque tempo per ristabilirsi completamente. È normale sentirsi stanchi anche per settimane, se l'intervento è stato particolarmente impegnativo, e avvertire l'esigenza di riposare durante il giorno. Alcuni problemi possono persistere anche dopo il rientro a casa. Se questi non sono sufficienti è intervento chirurgico per rimuovere il cancro alla prostata robot farsi consigliare dal proprio medico un centro specializzato nella terapia del dolore.

Servono a eliminare eventuali cellule tumorali rimaste in prossimità della sede dell'intervento o diffuse per l'organismo, aumentando le probabilità di guarigione. Rendiamo il cancro sempre più curabile. Informati sul cancro Cos'è il cancro Guida ai tumori Guida ai tumori pediatrici Facciamo chiarezza Cos'è la ricerca sul cancro Glossario.

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Ultimo aggiornamento: 17 dicembre Tempo di lettura: 12 minuti. Quando è indicato l'intervento chirurgico per asportare il tumore?

Quando non è indicato l'intervento chirurgico per asportare il tumore? L'opportunità di affrontare la malattia con un intervento è stabilita dai medici in relazione: al tipo di tumore; alla posizione ed estensione del tumore; alle condizioni generali di salute del paziente. Colloquio con l'anestesista Nel corso dell'incontro con l'anestesista che avviene prima dell'operazione si spiega al paziente il tipo di anestesia che si intende eseguire intervento chirurgico per rimuovere il cancro alla prostata robot base al tipo di tumore, alla sua sede e alle condizioni generali del paziente.

È importante ricordare, tuttavia, che al livello in cui viene effettuata l'iniezione non si trova più il midollo, che termina più in alto: non bisogna quindi temere che possa essere lesionato nel corso della metodica. Questa metodica, come la successiva, toglie sensibilità e paralizza la parte inferiore del corpo, ma non influisce sullo stato di coscienza. A volte viene comunque somministrato un sedativo che aiuta il paziente a stare tranquillo o in una sorta di dormiveglia durante l'operazione.

Colloquio con il chirurgo Nel corso dell'incontro con il chirurgo che avviene prima dell'operazione il paziente verrà informato su: le ragioni per cui l'intervento è necessario; le eventuali altre opzioni terapeutiche alternative alla chirurgia; gli obiettivi dell'intervento; le modalità dell'intervento stesso; tutti i possibili rischi; tutti i possibili effetti collaterali.

Chirurgia robotica o tradizionale? In genere si chiede al paziente: di non introdurre cibi solidi a partire da almeno sei ore prima dell'intervento; di non introdurre liquidi a partire da almeno due ore prima dell'intervento; di indossare un apposito camice operatorio dopo aver tolto tutti i propri indumenti; di togliere ogni gioiello e piercing; di togliere trucco e smalto per le unghie; di togliere lenti a contatto e dentiera.

Il personale infermieristico provvederà inoltre a: radere se necessario le zone da operare; somministrare eventuali purganti o clisteri in caso di interventi all'intestino in questo caso sarà indicata anche un'apposita dieta da seguire nei giorni precedenti all'intervento ; somministrare eventuali sedativi preanestesia prima dell'anestesia vera e propria che verrà effettuata in sala operatoria.

Le più comuni sono: infezioni della ferita; polmoniti; trombosi; raccolte di liquido intorno alla ferita. Le informazioni di questa pagina non sostituiscono il parere del medico. Autori: Agenzia Zadig.